BAMBINI CHE BALBETTANO
Spesso tutto si risolve con il passare del tempo, ma nei casi più difficili come possiamo aiutarli?
La balbuzie è un disordine nel ritmo della
parola, nel quale il bambino sa con precisione
ciò che vorrebbe dire, ma nello stesso tempo non
è in grado di dirlo a causa di involontari
arresti, ripetizioni o prolungamenti di un suono.
Possiamo dire che la balbuzie è disturbo della "relazione
verbale" in situazioni di comunicazione: infatti
un bambino non balbetta giocando e parlando da
solo.
Tempi ed origine della balbuzie
Ciò che si può con certezza affermare è che
nessun bambino nasce con il problema della
balbuzie, ma questa si manifesta solo in un
secondo momento. E' verso i tre/quattro anni che
i bambini manifestano le prime imperfezioni
nella fluenza verbale, con ripetizioni o
prolungamenti di suoni. Molto spesso queste
imperfezioni della parola sono assolutamente
temporanee e tendono a scomparire con il passare
del tempo naturalmente. In altri casi sono
l’inizio di una difficoltà che poi si trasforma
in una balbuzie vera e propria.
La balbuzie viene generalmente classificata in
due tipologie diverse.
· La balbuzie primaria: che insorge molto presto, generalmente prima dei tre anni, interessa singole sillabe o consonanti, ma non si accompagna quasi mai a fenomeni emotivi.
· La
balbuzie secondaria: che insorge intorno ai sei/sette
anni quando il bambino diventa consapevole del
suo problema e manifesta evidenti sforzi per
evitarlo, manifestando sentimenti di timore e di
ansia.
La balbuzie ha un’origine intima, nervosa e il
fenomeno, fortemente intermittente, aumenta
sistematicamente in situazioni intensamente
emotive. L'attribuzione della balbuzie a
conflitti interni, che in qualche modo alterano
l'equilibrio del bambino, è ovviamente la causa
maggiormente sostenuta da psicologi e
psicanalisti. Per i genitori, cercare di
individuare le situazioni che comportano un
sensibile aumento della balbuzie è un compito
tanto importante quanto faticoso.
Come aiutare i bambini
Occorre soprattutto comprendere le difficoltà
del bambino ed aumentare l'interazione con lui,
cercando di porsi al di là del sintomo e
operandoci per migliorare continuamente la
qualità della comunicazione. Più che
"combattere" direttamente la balbuzie, attività
demandata ai più preparati terapeuti, i genitori
possono intraprendere tutta una serie di azioni
e di comportamenti educativi tesi a favorire la
fluenza verbale dei figli.
Occorre sopratutto aumentare le "abilità
sociali" dei bambini ed in tal senso i genitori
hanno un ruolo fondamentale come primi ed
indispensabili modelli di relazioni sociali.
Non date suggerimenti inutili al bambino
che sta balbettando. Frasi del tipo “parla più
lentamente”, “prendi fiato”, “ricomincia da
capo”, servono solo ad aumentare la sua ansia.
Dobbiamo convincerci che il bambino si rende
perfettamente conto della sua balbuzie e la vive
con un forte tensione emotiva e con grande
stress. Tali consigli non fanno che
"sottolineare" la presenza del problema e quindi
non sono di alcun aiuto al bambino.
Non mettete fretta ad un bambino che sta
cercando di comunicare qualcosa.
Non completate il discorso che il bambino
sta esprimendo: cercare di indovinare il suo
pensiero ed anticiparlo vuol dire spezzare il
suo processo di comunicazione.
Non fate complimenti inutili al bambino
quando questi non balbetta. I complimenti
finiscono per rafforzare nel bambino il
convincimento che balbettare è brutto. Elogiate
invece il bambino quando questi si esprime con
chiarezza, anche in presenza di alcune
disfluenze. Il bambino deve essere gratificato
per il “contenuto” del suo linguaggio non per la
“forma” dello stesso.
Ascoltare attentamente ciò che il bambino
dice con la massima intensità. Il vero ascolto è
“entrare in relazione” con l'altro, ed è
qualcosa di più complesso del solo sentire. Si
può spesso ascoltare ciò che l'altro vuole dirci
anche con una carezza, con un sorriso, oltre che
con il semplice “udito”.
Nel momento in cui il bambino inciampa sulle
parole è naturale che si crei un clima di
tensione in cui tutti sono in attesa che le
“benedette parole” escano finalmente senza
inciampi. Questa tensione riguarda entrambi i
partner della comunicazione, ossia i genitori e
bambino. È importante però che questa attesa non
si trasformi in un’aspettare senza fine che
porta poi allo sfinimento e a mollare la
comunicazione. Se sospettate poi che le
disfluenze di vostro figlio siano più serie del
normale occorre rivolgersi immediatamente ad uno
specialista del linguaggio, verificando però che
questi abbia una specifica esperienza di studio
e di lavoro sulla balbuzie.
















