Storie vere

Disturbo della percezione:
Il corpo sbagliato

La gamba superflua

Sul n. 41 di Mente e Cervello del 2008, in un articolo di S. Muller, veniva riportato un caso di amputazione di un arto a due uomini senza alcuna motivazione medica, cioè senza una ragione alcuna ad eccezione del fatto che i due uomini soffrivano per questa gamba ritenuta superflua. Erano affetti da una malattia per cui percepiscono una parte del loro corpo come estranea o sgradevole fino a rivendicare il diritto a farsela amputare.

Robert Smith, il chirurgo dell’ospedale di Stirling in Scozia, giustifica i due interventi spiegando che i pazienti gli avevano assicurato con la massima convinzione che percepivano la loro gamba come inutile e che stavano soffrendo da molto tempo per quella situazione: “perciò aveva fatto la cosa giusta per i pazienti “.

Sembra che nel mondo ci siano migliaia di persone che desiderano l’amputazione di un arto sano. Molti si mutilano addirittura da soli, segandosi una gamba o stringendosi con un laccio, mettendola su una rotaia o immergendola nel ghiaccio secco. La malattia è conosciuta come Body Integrity Identity Disorder (BIID). Le persone che richiedono l’intervento di amputazione lo giustificano affermando di non percepire l’arto come appartenente al loro corpo , e di soffrirne perchè percepiscono di avere qualcosa di troppo. Si tratta di un disturbo di natura psichica detto anche apotemnofilia cioè desiderio di tagliare. Ma la natura del fenomeno non è ancora conosciuta. Si possono fare soltanto alcune generalizzazioni. In primo luogo si può paragonare ad altre forme di alterazioni come il desiderio di distruggere se stesso attraverso il suicidio e a quello più comune e legittimo di amputarsi il pene per non essere più considerato maschio per la società. Il disturbo si potrebbe includere nel dismorfismo corporeo in quanto sembra caratterizzarsi dalla “falsa convinzione o dall’esagerata percezione che qualche parte del corpo presenti un difetto”.