Disturbo della personalità

Disturbo di evitamento di personalità

Il ritiro sociale di questi pazienti avviene sulla base del timore di essere rifiutati e umiliati pur desiderando  le relazioni sociali e interpersonali. Essi temono l’umiliazione  connessa con il fallimento e il dolore connesso al rifiuto per cui appaiono timidi e riservati.
Alcuni autori ritengono che questo disturbo potrebbe essere considerata una variante del disturbo schizoide di personalità.
Un comportamento adesivo, sottomesso correlato ad un eccessivo bisogno del legame è il nocciolo del disturbo di evitamento di personalità.
Il disturbo raramente costituisce la diagnosi principale o l’unica nella pratica clinica essendo più comunemente una diagnosi supplementare o associata ad un disturbo sull’asse I . Inoltre sia i pazienti narcisisti (variante ipervigile)  che quelli evitanti possono essere proni alla vergogna ma i primi sono caratterizzati da un  senso di autorevolezza  e grandiosità.
Il DSM-IV caratterizza il disturbo come  una modalità pervasiva di inibizione sociale, sentimenti di inadeguatezza e ipersensibilità verso i giudizi negativi.
Mentre la colpa è connessa strutturalmente al Super-io, la vergogna è connessa all’ ideale dell’ Io. Il sentimento di vergogna si riferisce ad un alto standard interno  ed è presenta sottoforma di angoscia dell’estraneo intorno all’ottavo mese di vita e a incidenti  relativi a intestino e vescica  e dalla interiorizzazione di  di rimprovero dei genitori spesso associati a tali incidenti.

Approcci terapeutici
Sia la psicoterapia supportiva-espressiva individuale che quella di gruppo possono essere molto efficaci con i pazienti affetti da un disturbo di evitamento di personalità.