L’IMPORTANZA DEL GRUPPO

Ecco come cambia con l’età il rapporto con gli amici, il loro potere d’influenza, il valore di stimolo
I compagni di scuola, gli amici, il gruppo,
insomma, riveste una importanza notevole nello
sviluppo della socializzazione di un ragazzo. La
natura dell’influenza del gruppo dei coetanei
sul singolo dipende dal bagaglio psicologico che
il ragazzo porta con sé quando entra a far parte
del gruppo. Così un ragazzo che sia in forte
contrasto con la famiglia tenderà ad adottare
con maggiori probabilità il gruppo dei coetanei
come punto di riferimento primario.
Il gruppo come riferimento
Si ritiene che il gruppo sia assai più
significativo durante l’adolescenza che durante
gli altri periodi della vita, sia per i ragazzi
che per le ragazze. L’adolescenza rappresenta
uno stadio fondamentale di passaggio per la vita
mentale dell’individuo per provare diversi tipi
di identità personale, prima di definirsi in
modo più radicale per ciò che riguarda i ruoli
sociali, sessuali e professionali. In tale
passaggio, che presenta ostacoli e difficoltà, i
coetanei possono rappresentare un sostegno
morale contro le incomprensioni degli adulti. È
probabile che il gruppo dei coetanei svolga
diverse funzioni tra cui quella di convalidare,
tramite il consenso comune ed il senso di
identità, l’identità personale dell’adolescente
alla ricerca di un più stabile ruolo sociale. Il
gruppo dei coetanei assolve quindi la funzione
di essere uno schema di riferimento preciso
nella fase di transizione dell’individuo verso
ruoli adulti.
I maschi da una parte, le femmine dall’altra
Dapprima verso gli 11-16 anni il gruppo sarà
composto o da soli ragazzi o da sole ragazze.
Questo perché siamo in una fase di definizione
della propria identità sessuale. Una
composizione eterogenea renderebbe più difficile
ed ansioso questo passaggio. Inoltre non sono
insoliti movimenti di tipo paranoide nei
confronti degli individui dell’altro sesso, che
verranno sentiti come pericolosi ed in grado di
mettere in dubbio le caratteristiche del gruppo
di appartenenza. Come a dire “Noi siamo i
migliori, perché siamo così. Voi non siete così
e perciò non potete stare con noi”. Così tali
gruppi porteranno avanti una “guerriglia” tra i
sessi con lo scopo di dimostrare la loro
superiorità. A differenza delle “compagnie
dell’età di latenza” che si compattano sulla
base delle somiglianze tra i membri, sul
conformismo e sulla tendenza a “compiacere” gli
altri, i gruppi adolescenziali sono tenuti
insieme più che dalle affinità dall’eterogeneità
dei membri. Sono gruppi che devono permettere
infatti una molteplicità di identificazioni.
Ogni membro del gruppo viene vissuto come una
parte di sé e l’intero gruppo come il
contenitore delle ansie scatenate dalla
definizione di se stessi.
Adolescenti: in gruppo, ma diversi
Con l’uscita degli adolescenti da questo tipo di
gruppi si attua il passaggio dal gruppo pubere
al gruppo adolescenziale vero e proprio, dotato
di buone possibilità di sviluppo, in cui ogni
membro può fare esperienza della sofferenza
maturativa connessa alla crescita, dove può
scoprire che ogni esperienza emotiva provoca
ansia e sofferenza e che l’essere grandi può
voler dire riuscire a tollerare tali emozioni
nella propria mente e aspettare che sia essa a
restituire la confusione risolta. Obiettivo del
gruppo adolescenziale sarà proprio quello di
dare risalto ed importanza alle abilità e alle
risorse di ogni singolo partecipante. Alcuni
avranno maggiore o minore esperienza, maggiori o
minori abilità da offrire, ma l’importante è che
queste differenze siano non solo riconosciute ma
usate in modo creativo.
Adulti lontani, ma non tanto
I valori e gli atteggiamenti rinforzati dal
gruppo dei coetanei sono spesso considerati in
conflitto con i valori dei genitori e delle
autorità scolastiche. Gli adulti che detengono
posizioni di autorità considerano spesso la
cultura giovanile come un nemico, ovvero come
una minaccia ai valori che essi cercano di
trasmettere. Nel complesso, tuttavia, i valori
delle culture dei gruppi dei coetanei tendono a
rinforzare i valori della cultura degli adulti
che non ad opporvisi, per quanto differenti
possano sembrare le espressioni superficiali di
tali valori. Se ad esempio una cultura dà grande
valore al conformismo nell’aspetto esteriore è
difficile affermare che questo valore viene
messo in discussione quando si esprime
insistenza nella cultura giovanile, su un
particolare e specifico tipo di abbigliamento
oppure, per esempio, sui capelli lunghi
piuttosto che su quelli corti.
Nuovamente è l’adulto nella sua maturità a dover
“comprendere”. Il modo per non interrompere la
comunicazione tra le due parti è proprio quello
di accettare le differenze ed il discorso che
l’adolescente ed il suo gruppo portano avanti,
nel rispetto della loro natura e dei loro modi
di espressione di personalità, lasciandolo
libero di affrontare la vita, con occhio vigile,
ma non oppressivo, né invadente.
















