Impulsi e motivazioni suggestione

Intuito e immaginazione

I concetti attraversano un territorio immaginario che si esprime in mille modi e sono tutti modi per comunicare. Possono essere evocati mediante mezzi diretti quali le sensazioni, l’intuito, le immagini mentali, e tutto ciò che arriva in una forma diretta alla nostra percezione.
Già molti anni fa Jaspers riteneva che “è possibile pensare, invece che per concetti che si esprimono attraverso parole, in immagini, figure, miti, dei, in paesaggi, colori, fenomeni naturali, in azioni ed esecuzione. Tutte le immagini primitive del mondo si costruiscono per questa via, e ad esse si rifà il linguaggio delle parole.”.
In genere, prendiamo decisioni sulla base dell’intuizione in quanto non abbiamo la possibilità di analizzare le ragioni per una scelta o decisione meglio organizzata. L’intuito si basa sulle caratteristiche di oggetti che non sono immediatamente accessibili al nostro primo sistema di interpretazione della realtà, cioè quello razionale-analitico.
Siamo spesso convinti di qualcosa che non sappiamo o non sappiamo ancora spiegare ma che per noi può essere il “sesto senso”, qualcosa per cui siamo anche disposti a scommettere senza, però darci una spiegazione razionale.
“L’intuito”, dice Govinda “è legato allo spazio di una dimensione superiore ed è quindi, senza tempo e trascende anche il mondo della causa e dell’effetto. La causalità è un’idea limitata a una certa esperienza del mondo e deve essere abbandonata quando questa esperienza viene ampliata: “Tempo, spazio e causalità sono la lente attraverso la quale si vede l’assoluto. In questo senso il misticismo orientale è una liberazione dal tempo.”
In senso stretto c’è in molti la tendenza ad accomunare le varie forme dell’ intuito alle cosiddette percezioni extrasensoriali e da qui al paranormale. Per questo quando si parla di intuito come caratteristica normale della mente bisognerebbe distinguere questo dalle vicende descritte come inspiegabili, come invece è da considerare sia il cosiddetto extrasensoriale che il paranormale.
Ma, attenzione! Vi chiedo di fare un piccolo sforzo e considerare tutte le forme espressive e comunicative con caratteristiche e modalità che ci risultano inspiegabili semplicemente per quello che sono: inspiegabili con le nostre normali competenze sensoriali.
Sospendiamo il giudizio e ammettiamole solo in quanto temporaneamente inspiegabili. Come vi sarà capitato in precedenza e per tante altre circostanze, qualcosa che non era chiaro prima sarà stata chiara in un tempo successivo. Questo atteggiamento vi porterà ad accettare esperienze cosiddette mistiche senza dover ricorrere a interpretazioni di qualsiasi genere ma semplicemente ad un nuovo vostro modo di essere, ora. Solo in questo modo potrete scoprire delle qualità insite in voi che prescindono da una spiegazione o ragionamento logico. In questo modo potremmo aprirci ad una semplice esperienza extrasensoriale senza attribuirle un significato. Escludendo addirittura il termine mistico e includendola nella nostra vita esperienziale “senza se e senza ma”.

Gli effetti di esperienze mistiche e il misticismo in sè possono essere realmente presi in considerazione particolarmente riferite alle concezioni religiose e filosofiche dell’oriente di cui abbiamo visitato alcuni tratti distintivi e tramandatici dall’antichità fino ai nostri giorni.
Le esperienze mistiche non solo stimolano la conoscenza di sè stessi ma, al pari degli stati alterati di coscienza, rappresentano una fonte di conoscenza e mezzi con cui stabilire un diverso contatto con una realtà in grado di corroborare l’esperienza umana, magari attribuendone significati diversi e altamente espressivi.
La conoscenza razionale e le attività razionali costituiscono certamente la parte più importante della ricerca scientifica ma non la comprendono interamente. Infatti la componente razionale della ricerca sarebbe inutile se non fosse completata dall’intuito che rende creativi gli scienziati fornendo loro nuove visioni. Queste visioni tendono a manifestarsi improvvisamente e -tipicamente – non quando si è seduti al tavolo da lavoro cercando di risolvere equazioni, ma quando ci si rilassa nel bagno,durante il sonno, a passeggio nei boschi, distesi sulla spiaggia, ecc. Durante questi momenti di riposo, dopo una intensa attività intellettuale, la mente intuitiva sembra subentrare a quella razionale e può produrre improvvise visioni chiarificatrici.
Anche la presenza dell’inconscio costituisce un mezzo di conoscenza nella misura in cui ci da la possibilità di svelare tratti e comportamenti a cui potremo riuscire ad attribuire dei significati da verificare. Insomma, bisogna distinguere tra costrutti che ci conducono alla conoscenza e mediante i quali comprendiamo noi stessi in rapporto agli altri e al mondo, e costrutti che alimentano il pregiudizio e servono in ultima analisi ad alimentare il mercato delle stravaganze, dell’effimero, dell’apparenza e della perversione fornendo grossi profitti a chi li utilizza per fini speculativi. Tra questi possiamo annoverare anche, ovviamente, i poteri medianici, la preveggenza e la televisione.
All’intuito viene attribuito un potere non indifferente e forse l’attenzione a come funziona il proprio intuito può aiutarvi a stare meglio.