Ipnosi

Ipnositerapia

Note sull’ipnosi medica e sue applicazioni

Cos’è l’ipnosi
Alcune teorie privilegiano l’aspetto intrapersonale e soggettivo dell’esperienza, altre il contesto psicosociale, per cui la fenomenologia ipnotica sarebbe il risultato di un processo di falsificazione della realtà (“come se”), sulla base di un rapporto transferale positivo con l’ipnotista.
Benchè oggi non vi sia un paradigma teoretico dominante, l’orientamento prevalente tende a considerare l’ipnosi come un processo neurobiologicamente documentato, ancorchè fortemente sostenuto e condizionato dal contesto psicosociale (suggestione indiretta, contesto clinico o sperimentale, aspettative del paziente, relazione col terapeuta, ecc.).
Conseguentemente alle diverse teorie, numerose sono le definizioni proposte per l’ipnosi. Tra queste quella elaborata da Milton Erickson è particolarmente utile per la psicoterapia ipnotica.
Per M.H.Erickson, l’ipnosi è uno stato speciale di coscienza altamente motivato e diretto a sviluppare risorse potenziali dell’individuo attraverso un attivo apprendimento inconscio, in ciò facilitato da un restringimento selettivo del campo di coscienza”.
Per Erickson la persona media non si rende conto della misura in cui le proprie capacità e potenzialità sono state apprese attraverso il condizionamento esperienziale del comportamento del corpo tramite le esperienze che ha vissuto. L’ipnotista o l’ipnositerapeuta sarà in grado di mettere il paziente nelle migliori condizioni per riuscire a sviluppare tutto il suo potenziale per il raggiungimento dell’obiettivo terapeutico.

A cosa serve
Quindi, quali sono i benefici medici dell’ipnosi?
Una valutazione del 1996 dell’Istituto Nazionale delle tecnologie per la Salute ha giudicato l’ipnosi un intervento efficace per alleviare il dolore da cancro e da altre situazioni croniche. Voluminosi studi clinici inoltre indicano che l’ipnosi può ridurre il dolore acuto sperimentato dai pazienti che subiscono ustioni, dai bambini che sopportano interventi di aspirazione di midollo osseo e dalle donne in travaglio. Una meta-analisi pubblicata in un numero speciale del Giornale Internazionale dell’Ipnosi Clinica e Sperimentale, per esempio, trova che gli interventi ipnotici hanno alleviato il dolore del 75% di 933 soggetti che partecipavano a 27 differenti esperimenti. L’effetto d’alleviamento dell’ipnosi è spesso notevole e in alcuni casi il grado di rilevanza gareggia o sorpassa quella ottenuta con la morfina.
L’ipnosi può alleviare il dolore facendo diminuire l’attività delle aree del cervello coinvolte nell’esperienza di sofferenza.
Ma la Società per l’Ipnosi Clinica e Sperimentale afferma che l’ipnosi non può, e non dovrebbe, partecipare da sola come unico intervento medico o psicologico per qualsiasi disordine. Il motivo è che chiunque possa leggere uno scritto con un certo grado di espressione può imparare come ipnotizzare qualcuno. Un individuo con un problema medico o psicologico dovrebbe in primo luogo consultare un professionista sanitario qualificato per una diagnosi. Un tale professionista è nella posizione migliore per decidere con il paziente se l’ipnosi sia indicata e, se lo è, come potrebbe essere compresa nel trattamento individuale.
L’ipnosi può amplificare l’efficacia della psicoterapia in alcune circostanze. Infatti, i risultati sulle persone in 18 studi separati ha trovato che i pazienti che hanno ricevuto terapia cognitivo-comportamentale più ipnosi per disordini quali l’obesità, l’insonnia, l’ansia e l’ipertensione hanno mostrato un miglioramento maggiore del 70 per cento dei pazienti che hanno ricevuto la psicoterapia da sola. Dopo la pubblicazione di questi risultati, un gruppo di esperti dell’Associazione Psicologica Americana ha convalidato l’ipnosi come procedura aggiunta per il trattamento dell’obesità. Nella psicoterapia ipnotica se non si raggiunge la radice del problema si spreca veramente il tempo.
Di fatto, un alcoolista mio cliente smise di bere in una sola sessione, senza ipnosi, non appena è stata scoperta e ricomposta la causa iniziale, in modo che fosse efficacemente inserita nella sua vita, restituendogli un suo “equilibrio ecologico”.
Un’altra con cui ho lavorato oggi ha scoperto con me la causa iniziale, e siamo passati oltre. Avremo un’altra sessione, così vedremo come si è sviluppata e ha preso piede. Si lavora sempre congiuntamente i terapeuti, i professionisti della salute mentale e i medici.
Il che significa che c’è una prova forte, per quanto non definitiva, che l’ipnosi possa essere un’efficace componente nel trattamento allargato di svariate condizioni. Facendo un elenco approssimativo, in ordine di trattabilità con l’ipnosi, queste includono un sottogruppo di condizioni asmatiche; alcuni disordini dermatologici, comprese le verruche; la sindrome del colon irritabile; la nausea connessa con la chemioterapia.
Il meccanismo con cui l’ipnosi allevia questi disordini è sconosciuto e le ipotesi secondo cui l’ipnosi aumenti la funzione immunitaria rimangono evidenze cliniche inconfutabili.
Più di 35 anni fa, Hilgard predisse che, quando le conoscenze circa l’ipnosi si diffonderanno nella comunità scientifica, avverrà un processo di “addomesticamento”: i ricercatori useranno la tecnica sempre di più come strumento sistematico per studiare più spesso altri argomenti di interesse, quali le allucinazioni, il dolore e la memoria.
Ha previsto che, così sparso nella scienza, l’uso clinico dell’ipnosi semplicemente si trasformerà in una faccenda di ordinaria amministrazione per alcuni dei pazienti con problemi selezionati. Anche se per ora non ci siamo arrivati, ciò nonostante l’ipnosi è andata lontano, rispetto all’osservazione dell’orologio da tasca.

Ipnosi e volontà
Non si può ipnotizzare qualcuno e fargli fare un po’ di tutto. Sotto l’ipnosi, i soggetti non si comportano come automi; sono invece attivi nel risolvere problemi e incorporano le loro idee morali e culturali nel comportamento che hanno, mentre rimangono squisitamente sensibili a reagire alle aspettative espresse dallo sperimentatore. Tuttavia, il soggetto non avverte il comportamento ipnoticamente suggerito come qualcosa che sia ottenuto attivamente. Al contrario, viene tipicamente ritenuta come priva di sforzo – come qualcosa che semplicemente accade.

Ipnosi e memoria
Forse in nessun altro campo l’ipnosi ha generato più polemica che sul tema del recupero della memoria. La scienza cognitiva ha stabilito che la gente è ragionevolmente capace di discernere se un evento è realmente accaduto o se se lo è immaginato soltanto. Ma, in alcune circostanze, esitiamo. Possiamo credere (o possiamo essere portati a credere) che qualcosa ci sia accaduto quando, di fatto, non è successo.
Poiché la scheda di chiamata dell’ipnosi è precisamente una sensazione di spontaneità, possiamo vedere perchè le persone ipnotizzate possono scambiare così facilmente un evento immaginato nel passato con qualcosa di accaduto molto tempo prima. Quindi, qualcosa che sia soltanto immaginata può diventare radicato come un episodio della storia della nostra vita.
Regressione dissociativa per facilitare la comprensione oggettiva di un fatto Il paziente in ipnosi con regressione d’età sarà in grado di osservare se stesso in contesti passati e col vantaggio di poterle valutare con i modi di vedere attuali per aiutarlo a capire il suo comportamento precedente.
Ecco un esempio. A un paziente che vomitava alla vista di una certa pubblicità su una rivista chiesi di vedere se stesso a un’età precedente, in cui poteva guardare quel tipo di pubblicità senza vomitare. Poi gli feci vedere se stesso con quella particolare reazione non patologica, e poi gli ho potuto chiedere d’instaurare una amnesia al riguardo.
Sa se guarda quella persona lì in piedi, può chiedersi quale sarà il suo futuro. Cosa pensa che dovrebbe fare quella persona ? Se a un certo punto – tra un anno, tra due anni, tra tre anni – a questa persona dovesse venire una reazione di vomito, cosa dovrebbe fare al riguardo ? Come dovrebbe affrontare la cosa?”
Faccio esporre al paziente le misure psicoterapeutiche da prendere, in modo che lui effettui in anticipo la propria psicoterapia dell’esperienza traumatica che rivivrà. Così quando la rivive, la rivive con alle spalle il fatto di avervi già pensato a fondo.

Ipnosi e controllo del dolore
Per la maggior parte delle persone il dolore è una sensazione immediata, soggettiva, che capta tutta l’attenzione, un’esperienza assolutamente penosa che, al meglio delle convinzioni e dei modi di vedere di chi ne è vittima, è totalmente incontrollabile. E tuttavia a seguito degli eventi esperienziali della nostra vita , noi tutti abbiamo immagazzinato nel nostro corpo certi apprendimenti, associati e condizionamenti di natura psicologica, fisiologica e neurologica che ci rendono possibile controllare e persino eliminare il dolore.
Basta riflettere a situazioni molto cruciali di tensione e angoscia per rendersi conto che il dolore più grave svanisce quando la consapevolezza di chi ne è vittima è costretta a concentrarsi su qualche altra cosa da altri stimoli di natura più intensa o minacciosa. Come esempio tratto dalla vita di ogni giorno, si può pensare alla madre affetta da un dolore estremamente grave , tanto da essere tutta presa da questa sensazione. E tuttavia essa la dimentica senza sforzo e senza intenzione quando improvvisamente vede suo figlio pericolosamente minacciato o gravemente ferito. Si può pensare a quei soldati, colpiti in modo grave, che non si accorgono di essere feriti se non ore dopo la fine della battaglia. Ci sono moltissimi altri esempi di questo tipo, che sono comuni nella pratica medica.
Il dolore svanisce anche in quelle situazione della vita di ogni giorno nelle quali la sensazione dolorosa è sottratta alla consapevolezza da stimoli molto forti di altra natura. Gli esempi più comuni sono il mal di denti che dimentichiamo mentre ci rechiamo dal dentista e il mal di testa che svanisce mentre al cinema seguiamo una vicenda piena di suspance. Attraverso esperienze di questo tipo che avvengono nel corso della nostra vita, siano esse di importanza più o meno grande, il corpo impara una gran varietà di associazioni e condizionamenti inconsci di natura psicologica, emozionale, neurologica e fisiologica. Questi apprendimenti inconsci, ripetutamente rinforzati da ulteriori esperienze di vita, costituiscono la fonte di queste potenzialità che possono essere utilizzate in ipnosi per controllare intenzionalmente il dolore e senza ricorrere ai farmaci.
Per poter impiegare l’ipnosi nel trattamento del dolore, è necessario considerare il dolore nel modo più analitico possibile. Il dolore non è uno stimolo nocivo semplice, scevro di complicazioni. Al contrario, ha molti significati legati al fattore tempo, psicologici e somatici. E’ una forza propulsiva, motivante nelle esperienza della vita. Costituisce la ragione principale dell’andare alla ricerca di un medico o di un dentista. Il dolore è un complesso, un costrutto psicologico, formato dal dolore passato che viene ricordato, dal dolore attuale, e dall’anticipazione del dolore futuro. Dunque il dolore presente è aumentato dal dolore passato, e accresciuto dalle possibilità di dolore futuro. Lo stimolo doloroso immediato allora non è che un terzo dell’esperienza complessiva di dolore.
Nel 1997, Pierre Rainville e i suoi colleghi dell’Università di Montreal cercarono di determinare quali strutture del cervello sono coinvolte nel rilevare il dolore durante l’ipnosi. Tentarono di individuare le strutture del cervello connesse con la componente di sofferenza del dolore, distinta dalle funzioni sensitive. Usando la PET, gli scienziati hanno trovato che l’ipnosi riduce l’attività del lobo cingolato — una zona conosciuta per essere coinvolta nel dolore, ma non influenza l’attività della corteccia somatosensoriale, dove sono elaborate le sensazioni di dolore.

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dottmancino

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