SONO UN EX PORNODIPENDENTE

Sono un ex pornodipendente e sono parecchi mesi che ho smesso. Ma non è importante da quanto

tempo ho smesso, è importante “come” ho smesso. E’ importante capire su quali presupposti e su

quali basi psicologiche, culturali, emotive un bel giorno ho detto “basta”, un basta definitivo.

Gli “strumenti” basilari di cui mi sono servito per liberarmi dalla schiavitù sono questi:

- l’estremo ed assoluto disagio provocato in me dalla dipendenza dalla pornografia;

- i set psicoterapeutici realizzati con il dottor Lanari;

- il gruppo di auto aiuto on line noallapornodipendenza.

Un altro elemento che ha contribuito al mio affrancamento definitivo è stata la collaborazione con il

professor Marcucci ed il dottor Lavenia, in particolare il loro invito a tenere al seminario di

Senigallia una breve relazione sulla pornodipendenza. Fino a quel momento avevo fatto interviste

sui giornali, in televisione, alla radio. Ma qui era diverso. Qui non era la ricerca del piccolo o

grande scoop da parte dei media, qui c’erano persone qualificate, che conoscevano l’argomento, che

aspettavano da me delle informazioni circostanziate circa la mia esperienza. E quelle persone, alla

fine della mia relazione, mi hanno applaudito.

Il disagio

L’uso compulsivo di pornografia da internet e di chat erotica può trasformarsi in assuefazione e

quindi in dipendenza. Dipendenza che riguarda ormai milioni di persone nel mondo ed ha assunto

ormai la caratteristica di problema sociale. In Italia solo adesso si comincia a parlarne.

La dipendenza dalla pornografia e dalla chat erotica non ha nulla a che vedere con la dipendenza

dall’attività sessuale ed in nessun modo è una compensazione ad una carenza di questa attività.

Il pornodipendente è solo nella sua disperazione, nella sua vergogna, nella sua mancanza di

autostima. Si possono confessare tanti tipi di dipendenza: alcool, fumo, gioco d'azzardo, eroina,

bulimia, chat, giochi di ruolo, eccesso di rapporti sessuali. Ma non si può confessare ad un estraneo

di trascorrere ore ed ore davanti al monitor a guardare foto e filmini pornografici, martoriando il tuo

pene o il tuo clitoride. E quando finalmente riesci ad interrompere con l’eiaculazione (per i maschi)

quel gioco al massacro, hai il crollo verticale di quella assurda tensione. E ti dici che assolutamente

quella è l’ultima volta, che ora hai capito, che da domani cambierà. E domani ricominci,

esattamente nello stesso modo.

Le modalità psichico/fisiche di attuazione della contemplazione pornografica sono:

- masturbazione compulsiva e controllata, con lo scopo di rendere subliminale la visione/emozione

pornografica;

- annullamento completo della coscienza temporale: si possono trascorrere anche 10 ore davanti al

monitor, senza conseguenze fisiche immediate;

- annullamento delle esigenze psicofisiche: sonno, mangiare, bere, bisogni fisiologici;

- eiaculazione finale liberatoria (nel maschio), quale unica possibilità per riuscire ad interrompere la

trance pornografica.

La pornodipendenza modifica in modo negativo tutti gli aspetti della vita di un individuo: rapporti

di lavoro, capacità di applicazione ed attenzione al proprio lavoro (in special modo per i liberi

professionisti), applicazione allo studio, rapporti sociali in genere, in particolare rapporti di amicizia

e di amore, capacità sessuale.

A questo si deve aggiungere:

- progressiva sfiducia in se stessi e tendenza a zero della propria autostima;

- progressiva modifica della funzione del sogno, che tende ad assumere contenuti e forme connessi

alla modalità cibernetica.

Per quanto riguarda, in particolare, la dinamica sessuale del pornodipendente maschio, le

conseguenze derivanti dalla fruizione prolungata, con modalità compulsivo/dipendente della

pornografia sono:

- calo quasi assoluto del desiderio sessuale verso la propria partner, con una forma di fastidio per il

suo corpo;

- semiimpotenza o impotenza totale all'atto con una donna reale;

- possibilità di erezione (anche solo masturbatoria) ed eiaculazione solo attraverso la visione di

materiale pornografico;

- dolore quasi lancinante al momento dell’eiaculazione;

- ingrossamento (temporaneo) del pene;

- condizionamente a guardare le donne reali solo ed esclusivamente come oggetti pornografici.

Per le donne, per ovvii motivi, sussistono solo alcune di queste conseguenze.

Queste conseguenze sono più o meno presenti in relazione alle caratteristiche psichiche della

persona e, maggiormente, alla lunghezza del periodo di dipendenza. E tendono a scomparire con il

prolungarsi del periodo di sobrietà.

L’inizio della presa di coscienza/accettazione della propria dipendenza è accompagnato dalla

domanda totalizzante che ogni pornodipendente si pone: perché. Perché io, proprio io, sono

dipendente da una cosa così stupida, falsa, culturalmente ed eticamente degradante come la

pornografia? E la corretta risposta a questa domanda è, a sua volta, l’inizio del processo definitivo

di liberazione.

La psicoterapia

Arrivai con dieci minuti di anticipo davanti al numero civico indicatomi dal dottor Lanari.

Cominciai a camminare avanti ed indietro aspettando l’ora giusta. Alle 5 suonai il campanello.

Rispose una voce che mi disse da quale portone dovevo poi entrare ed in quale interno doveva

andare. Non provavo una emozione particolare. Sapevo che quello che stavo facendo era molto

importante per la mia vita. Attraversai il cortile, entrai nel portone, salii le scale e trovai la porta

dell’appartamento socchiusa. Entrai e trovai il dottor Lanari che mi stava aspettando. Ci eravamo

già sentiti due volte per telefono, il dottore mi aveva dato subito del tu, io era rimasto un po’

sconcertato e durante le telefonate gli avevo dato del lei. Quando si salutammo, quindi, il dottore si

era adeguato e mi dava del lei, ma, quando si sedette al tavolo di fronte a me, mi resi conto che era

più semplice darsi del tu e glielo dissi. Il tavolo era quasi vuoto, c’era solo un mazzetto di fogli di

carta e qualche penna. Pensai subito alla mia scrivania, che era sempre piena di carte e di altre cose.

Il dottore sapeva in linea di massima perché ero venuto lì, dato che glielo avevo accennato per

telefono. Ma non disse nulla. Allora cominciai a parlare io, un po’ prendendo la rincorsa. Mi sentivo

lucido e determinato: “io sono un dipendente dalla pornografia, in particolare dalla pornografia da

internet. Sono qui perché non ce la faccio ad andare avanti e mi sono reso conto che da solo non

riesco a smettere. Questa dipendenza sta distruggendo la mia vita, il mio lavoro, i rapporti con le

donne, i rapporti con gli amici. La mia dipendenza consiste nel fatto che io sto delle ore davanti al

monitor del mio computer guardando la pornografia che sta dentro internet. Fino a qualche mese fa

non avrei mai pensato al concetto di dipendenza. Pensavo ad una cosa negativa e per me

inspiegabile, della quale non riuscivo a liberarmi. Ovviamente ero sensibilizzato all’argomento

pornografia e quindi prestavo particolare attenzione alle poche cose sull’argomento che uscivano

sui giornali. Allora cominciai a rendermi conto che non era un problema solo mio, una aberrazione

dovuta a qualche cosa di sbagliato solo in me. Allora sullo stesso internet cominciai a cercare tutto

ciò che riguardava l’argomento. E mi accorsi che c’era moltissimo materiale e leggevo tutto ciò che

trovavo. All’inizio trovai molto materiale americano, ma non ne ricavavo niente: erano tutti consigli

esclusivamente pragmatici e per di più con una impostazione religiosa. Nello stesso tempo, però, mi

era utile leggere tante testimonianze di gente disperata come me. Cominciai a capire il meccanismo

infernale di internet: una quantità praticamente infinita di materiale pornografico a mia completa

disposizione, ad un costo praticamente zero. Seguendo le indicazioni di questi americani cominciai

a fare grandi proponimenti, ad attaccare intorno al monitor etichette varie che mi avvertissero di non

cadere in tentazione. La cosa strana è che recuperai questo concetto di tentazione, che era

caratteristico della mia educazione cattolica infantile ed adolescenziale. Ma malgrado tutti gli sforzi

che facevo, le imprecazioni e le esortazioni che facevo a me stesso, delle volte urlando in macchina

e dicendomi basta, non puoi continuare così, ti stai distruggendo non riuscivo ad uscire da quella

aberrazione.

Ero capace, delle volte, di stare tutta la notte davanti a quel maledetto monitor, a guardare migliaia

di immagini, di tutti i tipi, dalle più soft (come ormai sapevo che si diceva) alle più hard,

masturbandomi stando attento a non eiaculare. Senza stancarmi, senza provare noia, finché alla fine,

quando psicologicamente (mai fisicamente) mi sentivo esausto, accentuavo un poco il movimento

masturbatorio ed eiaculavo, provando ogni volta una forte scarica erotica. Istantaneamente la mia

tensione scompariva, spegnevo il computer ed andavo a dormire. Spesso al sorgere del sole. In

preda ad una forma di amarezza, di impotenza e di rabbia.

Ormai la mia vita era scandita da quella pornografia. Era le ore passate davanti al monitor,

inframmezzate da quel poco di lavoro che riuscivo –malamente- a fare, dagli ultimi rapporti di

amicizia che tendevano ad assottigliarsi, dai rapporti con le donne ormai praticamente inesistenti.

Io non so da quando io sono attratto dalla pornografi, mi viene da pensare da sempre. Ma prima,

prima di internet era diverso. L’unica fonte di pornografia per me, tanti anni fa, potevano essere i

giornali, i settimanali. Ma era totalmente diverso, perché quelli erano assolutamente limitati, anche

perché non ho mai comprato giornali pornografici. E quindi la mia vita ancora mi apparteneva.

Certo, le fotografie mi attiravano, delle volte compravo l’Espresso solo per quelle, ma il tutto era

circoscritto. Poi – per motivo di lavoro – comprai la televisione, e la situazione cominciò a

diventare difficile: quando la sera tardi tornavo a casa, malgrado tutti i miei proponimenti di

andarmene a letto a dormire, cominciavo a vagare per i canali e stavo davanti allo schermo buona

parte della notte. Dovevo masturbarmi per poter smettere. Mi resi conto che era un pericolo ed

allora risolsi il problema abolendo la televisione. Non fu per me assolutamente un sacrificio perché

non avevo mai amato la televisione. Rimaneva il problema quando per lavoro, e ci fu un periodo

che mi succedeva spesso, dovevo dormire in albergo e di nuovo passavo le ore davanti allo

schermo. Delle volte riuscivo ad impormi, arrivato in camera, ad andare a dormire. Ed ero

orgoglioso di questa mia scelta. Ma poi a metà notte mi svegliavo, mi facevo prendere dalla

tentazione e ricominciavo. Pure questo, però, non era molto grave: avevo la mia giornata a

disposizione, ero lucido, potevo gestire me stesso.

Poi arrivò l’e mail e quindi internet, circa dieci anni fa. Avevo tanto sentito parlare dei programmi

per solo adulti ecc e subito andai a cercarli e questo fu l’inizio della mia aberrazione. A quell’epoca

avevo l’ufficio fuori di casa ed avevo un segretario. Per i primi tempi cominciavo a guardare la

pornografia quando il segretario se ne andava, continuando poi durante la notte. Poi questo comunità degli Psicologi on line

cominciò a non essere più sufficiente ed allora, quando il segretario si allontanava dall’ufficio per

qualche incombenza io subito dopo entravo in internet, e stavo attento a sentire quando lui tornava,

per poter fare in tempo a spegnere tutto. Poi cominciai anche quando lui era in ufficio ed io sapevo

che lui sarebbe stato impegnato per un certo periodo di tempo al suo tavolo, nella sua stanza.”

Avevo fatto un notevole sforzo per raccontare la storia della mia dipendenza. Mi aspettavo dal

dottore un moto di meraviglia, una qualche forma di plauso per il mio sforzo, o qualche cosa di

simile. Nessuna di queste cose. Mi dice di preparare una memoria di quello che ritengo sia

importante della mia vita. Parliamo di cose tecniche: frequenze, orari, onorari.

Mi rendo conto che abbiamo due caratteri completamente diversi. Ci piacciamo. Ed iniziamo la

terapia.

Lui parla poco, non si meraviglia mai di niente. Se ti dice di fare una cosa (o meglio “ti suggerisce”)

e tu non la fai, non ti rimprovera, ma ti dice che sarebbe meglio che tu la facessi, ed alla fine tu la

fai.

Una delle cose che più mi è rimasta impressa me la disse dopo qualche seduta. Io gli avevo chiesto

“perché”, perché io, proprio io, sono pornodipendente. Lui non mi rispose, era come se quella

domanda per me assoluta, per lui non fosse significativa. Ma sulla sua ordinata e semivuota

scrivania dispose tre penne di metallo a formare un triangolo equilatero. E disse: io devo riuscire a

farti spezzare questo triangolo di ferro che ti chiude il cervello. E con la mano scostò una penna

dalle altre. Io allora vidi, non capii la concreta pregnanza di quel concetto. Ma da quel momento

quell’immagine non si cancellò mai dalla mia mente.

Il gruppo di autoaiuto

Dopo qualche mese Lanari mi dice che dovevo fondare un gruppo di auto aiuto on line.

Pericolo! La prima azione di reale e concreto contrasto alla pornografia. La mia amatissima

pornografia. Faccio finta di non capire. Adduco improbabili problemi di mia ignoranza tecnologica.

Ma lui non desiste. Non posso continuare a rifiutarmi. Non so esattamente cosa sia un gruppo di

auto aiuto su internet ed invece trovo i forum. Comincio a lanciare su centinaia di questi una lettera

che inizia “Sono un dipendente dalla pornografia”. E mi accanisco ad essere presente in particolare

sui forum pornografici. Apertura di grandi dibattiti. Chi dice “finalmente si parla di questo”, chi

dice “sei un misero segaiolo”. Io passo le ore a discutere, controbattere, reagire, insultare a mia

volta. In alcuni di questi forum si aprono discussioni interminabili. Una grande scuola di

approfondimento circa la dipendenza. Grande entusiasmo da parte mia. Ma Lanari insiste ed io

comincio a capire cosa è un gruppo di auto aiuto. Trovo che negli Stati Uniti su yahoo ce ne sono

105 che trattano l’argomento dipendenza dalla pornografia. Lettere e lettere di gente che si racconta

e descrive la mia stessa identica situazione.

Finalmente il 23 aprile 2003 riesco a far uscire su yahoo il gruppo. Alle 5,41 pm scrivo la mia prima

lettera. Il mio ID è ulisse2003, il mio nick name all’inizio è marco, poi marcovp ed in fine il mio

vero nome e cognome, Vincenzo Punzi

Da: "ulisseuno2003

Data: Mer Apr 23, 2003 5:41 pm

Oggetto: siamo in tanti

In Italia si parla molto delle dipendenze classiche (alcool, fumo eroina ecc), ma si parla molto poco

delle dipendenze sessuali ed ancor meno della pornodipendenza da internet ( che, credo, sia ormai

la forma di pornodipendenza più diffusa).

Su internet ho trovato centinaia di siti che parlano delle dipendenze tradizionali, ma solo qualcuno,

e marginalmente, delle nuove dipendenze.

Ecco, io ora vorrei iniziare qui in questo gruppo un grande confronto con gli altri dipendenti. Il

messaggio che vorrei dare è:SYCOMMUNITY www.psycommunity.it 5La comunità degli Psicologi on line

- la nostra non è una aberrazione o mostruosità: è una malattia psichica ben precisa, con delle cause

precise, con studi e ricerche sull'argomento, con dei rimedi reali;

- siamo in tanti ad avere questa malattia, ma -particolarmente in Italia- se ne parla ancora poco.

Forse anche perché la si pensa come un indice di mancanza di capacità sessuale, mancanza di

maschilità, mancanza di erotismo;

- si può uscire dalla dipendenza, ma bisogna approfondire la conoscenza di noi stessi, di quello che

rappresenta per noi la pornografia; bisogna capire che la pornografia -come la usiamo noi- serve per

darci in qualche modo un equilibrio interno e la paura di rompere questo equilibrio è molto forte;

- la pornodipendenza ci da delle emozioni forti e comode: per uscirne dobbiamo trovare per noi

altre emozioni, più forti perché più belle più umane più corrispondenti alla nostra spiritualità.

Marco

Leggendo ora questa lettera mi rendo conto di quanto cammino concettuale, di quanta elaborazione

di esperienze ho compiuto in questi due anni grazie al gruppo. Cammino ed elaborazione che mi

hanno condotto a delle posizioni opposte a quelle espresse in questa prima lettera.

Il giorno dopo scrivo una seconda. La stesse lettera che avevo scritto fino a quel momento in

centinaia di forum della rete. Ma ora era diverso, ora si trattava del nostro gruppo, del gruppo di noi

pornodipendenti che odiavamo la nostra dipendenza e volevamo liberarcene.

Da: "ulisseuno2003

Data: Gio Apr 24, 2003 3:17 pm

Oggetto: é primavera, usciamo allo scoperto

E' il secondo giorno di apertura del gruppo e già mi sento più

confortato. In questi due giorni sono stato sobrio.

Vi parlo ora un momento di me: sono un dipendente da pornografia

internet. La persona che mi segue (psicoterapeuta) nel mio cammino di ricerca di liberazione mi

dice che a questo punto potrebbe essere molto utile per me entrare in contatto con altri che stanno

vivendo la mia esperienza, per verificarci, per parlare della nostra angoscia, delle nostre piccole e

grandi vittorie, delle deprimenti scivolate, dei nostri tentativi di capire perché ci troviamo in questa

condizione, dell'isolamento in cui si può sprofondare, delle nostre crisi nei rapporti con le nostre

donne (credo che questo tipo di dipendenza riguardi sostanzialmente gli uomini e non le donne), dei

nostri problemi di rendimento sul lavoro, della perdita dei rapporti con gli amici, del fascino

maledetto di stare davanti a quel monitor a guardare migliaia di foto, del mistero delle ore che

passano e tu non te ne accorgi, dell'inutilità e pericolosità di parlare della nostra malattia con chi

non è dipendente (chiunque esso sia -genitore, fratello, partner, amico- non può capire la condizione

in cui ci troviamo ed il rischio che corriamo è di essere guardati come mostri marziani), del senso di

frustrazione-mancanza di autostima-rabbia con noi stessi che ci prende quando agiamo da

dipendenti, dell'assurdo della nostra dipendenza, del sentirci prendere nel gorgo e temere di non

poterne uscire, del non sentirci capaci di gestire la nostra vita, della gioia e quasi esaltazione di

quando per un periodo riesci ad uscire dal gorgo, della profonda

soddisfazione di quando la sera vai a dormire e guardi il computer

con distacco e pensi che non è un pericolo per te, del fatto che una persona dipendente dalle droghe

tradizionali (alcool, eroina, tabacco ecc) in fondo non si vergogna di dirlo (ed in fondo gli altri –

anche i non dipendenti- accettano, capiscono e commiserano queste dipendenze), ma nessuno di noi

se la sente di parlare in pubblico della nostra malattia nel tentativo di farci comprendere e di farci

commiserare.

Marcocaricato gratuitamente daPSYCOMMUNITY www.psycommunity.it 6La comunità degli Psicologi on line

Ecco, avevo lanciato la mia bottiglia con i miei due messaggi nel vasto mare. Non avevo nessuna

certezza che qualcuno avrebbe letto quei messaggi. Ma dovevo farlo.

L’indomani inizio la mia giornata collegandomi ad internet per vedere che cosa era successo sul

nostro gruppo. Ero ansioso di scoprire qualche bella novità ma nello stesso tempo avevo in me la

solita angoscia, la solita paura: entrando nella rete, riuscirò a non cercare e fermarmi su quei

maledetti siti? Naturalmente quando mi sveglio la mattina mi sembra impossibile che io sia quello

che fino a ieri ha passato ore ed ore a guardare migliaia di foto ridicole. Mi sembra che quella

dimensione non mi appartenga o appartenga ad un me stesso ormai lontano. Ed invece la bestia è lì,

pronta a prendere il sopravvento. Ed era come se la mia personalità si sdoppiasse completamente:

facendo finta di niente cominciavo ad entrare in un sito. Bikini o big tits, modelle o escorts, softcore

o hardcore, miniskirt o upskirt, Samantha o Jessica, latinas o ebony. "Ma solo per due minuti, tanto

per scherzare".

Oppure "Io apro, ci sto due minuti e poi chiudo e torno al mio lavoro. Così dimostro a me stesso che

posso controllare la situazione". Ed i due minuti diventano 20, poi 50, poi 100. "Ecco, adesso

smetto, vedo solo questo ed esco". Ed i minuti si dilatano incredibilmente, ed io continuo, fino alla

morte.

Una notte sono rimasto 8 ore di seguito davanti al monitor, con il mio povero, martoriato pene in

mano, stando attento a non eiaculare, altrimenti finisce tutto. Ad un certo punto, però, c’è qualche

cosa in me che mi dice BASTA! TI STAI UCCIDENDO! Ed allora l’unica soluzione è la

masturbazione, con il crollo verticale del desiderio e l'inizio del disagio, della angoscia strisciante.

Compio il rito della cancellazione: temporary, cookies, cronologia, cancella files, pulisci disco. E

vado a letto pieno di tristezza. Dicendomi che questa è l’ultima volta. Da domani inizia una nuova

vita.

Quella mattina invece entro direttamente nel gruppo. Ancora non avevo messo l’icona sul desktop e

devo digitare tutto l’indirizzo http://www.it.groups.yahoo.com/group/noallapornodipendenza.

C’era l’avviso di un nuovo messaggio. Ero veramente emozionato. Qualcun altro nel vasto mare

della dipendenza aveva raccolto la mia bottiglia ed aveva inviato un suo messaggio!