Immagine di se Ipnosi

Volontà e immaginazione

Contrariamente al senso comune, non è la volontà che mette in moto il cambiamento, ma la nostra immaginazione.

Quando volontà e immaginazione sono in disaccordo dentro di noi, prevale sempre l’immaginazione.
Mentre della volontà sappiamo tutto o quasi, della nostra potenzialità immaginativa ne sappiamo molto poco.

Molti si chiedono: “Perchè la volontà dovrebbe opporsi alla fantasia, dal momento che tutto quello che voglio lo posso ottenere in fantasia ?”. Qualcun’altro può pensare: “Quello che penso in modo fantasioso rimane tale e non si trasforma mai in realtà”.
La volontà si oppone alla fantasia quando desidero qualcosa mentre la mia mente dice continuamente: “E’ impossibile. Non è realistico. Non ci riuscirò mai. Faccio castelli in aria e mi fanno stare bene al momento. Ma tutto ciò che c’entra con quello che realmente voglio”.
Ma voi desiderate veramente con la volontà e l’immaginazione? Queste due forze sono veramente concomitanti e non concorrenti ?
Se penso: “Supererò l’esame”, e contemporaneamente immagino me stesso triste, mentre la mia immagine si allontana sconsolato dalla sede in cui si è svolto il colloquio, cosa pensate che prevarrà tra “volontà” e “immaginazione”?
Cosa prevarrà tra la tendenza a pensare che dovrò fare qualcosa in quanto atto di responsabilità e l’immaginazione la quale mi informa che non ci credo abbastanza dal momento che visualizzo, purtroppo, la sconfitta?
E’ questo il modo di porsi di molti di voi.

Nella vita quotidiana lo scontro tra la volontà e l’immaginazione è continuo.
Ne cito solo alcuni: lo sforzo che fate per riaddormentarvi, quello di allontanare un cattivo pensiero; la lotta che fate per opporvi all’abitudine di dormire troppo o di dominare la dipendenza affettiva, il vizio del fumo, l’impulso a giocare e a spendere; lo sforzo di frenare la pulsione sessuale o, viceversa, di attivarla solo in certe occasioni; lo sforzo di governare l’impulso aggressivo, di placare la rabbia e il risentimento, di gestire le occasioni in pubblico, di affrontare senza cedimenti i contatti con l’autorità, di affrontare e non evitare certi conflitti, di metterci più anima e passione in quello che fate sono tutti esempi di battaglie perse dalla volontà quando non è in sintonia con l’immaginazione.
Ripeto, il significato del termine immaginazione è quello di credere fermamente senza darsi comandi categorici a cui il nostro io interiore certamente non ubbidirà.
Se soffriamo d’insonnia, il pensiero di non poter dormire e lo sforzo per riuscirvi (ricorso alla volontà) ci renderà più agitati, più nervosi, allontanando sempre più il sonno desiderato. Se noi, invece, ricorriamo all’immaginazione visualizzando noi stessi mentre placidamente siamo in procinto di abbormentarci, stanchi per avere compiuto una fatica fisica, ben presto le nostre palpebre diventeranno pesanti e si chiuderanno in un fantastico sonno ristoratore.
Per comprovare tutto ciò ricorrerò alla legge dello sforzo convertito di Charles Boudouin la quale afferma: “Quando un idea si è impadronita della vostra mente al punto da farne sprigionare una suggestione, tutti gli sforzi coscienti fatti per resistere a questa suggestione non servono che a rafforzarla”.