Neuro psicologia

Acufene

L’ acufene, o tinnito, è una percezione uditiva di suoni nell’orecchio o nella testa in assenza di uno stimolo esterno. Queste sensazioni uditive sono spesso descritte come fischi, sibili o ronzii. La diffusione è principalmente tra gli adulti e colpisce il 10-15 per cento della popolazione.
La principale origine dell’ acufene sarebbe di tipo cocleare, in particolare lesioni delle cellule ciliate dell’orecchio interno dopo un trauma acustico (Londero et al., 2006).

Le persone con acufene riferiscono di un disagio forte come conseguenza del loro tinnito (Tyler & Baker, 1983).
Può essere percepito come estremamente fastidioso influendo sul sonno, l’umore, la concentrazione e le emozioni a tal punto che in alcuni soggetti diventa difficile svolgere le attività quotidiane (Davis & El Refaie, 2000).
Gli studi su campioni clinici suggeriscono che i pazienti con acufene avrebbero livelli più elevati di depressione e ansia rispetto alla popolazione sana.

L’ acufene è una condizione temporanea sebbene in alcuni casi può evolvere in una condizione cronica e difficile da trattare.
Sono stati proposti diversi protocolli per il suo trattamento, come l’uso di suoni di mascheramento, farmaci, apparecchi acustici e l’agopuntura ma l’associazione del trattamento medico a quello psicologico rappresenterebbe una strada adeguata per poter diminuire i disagi causati dall’acufene.
In particolare, la terapia cognitivo-comportamentale si è rivelata efficace in coloro che soffrono di acufene, in quanto agirebbe sulla percezione e assuefazione piuttosto che sull’acufene in sé.
Il trattamento può richiedere anche solo 6-10 sedute a cadenza settimanale.

Un tipico intervento per l’ acufene inizia con informazioni relative ad esso e un adeguato esame medico di potenziali cause e fattori di moderazione. Successivamente, si passa ad un’analisi funzionale per individuare possibili elementi, di natura medica e psicologica, che possono influire sui fastidi associati al tinnito.
Lo step successivo riguarda indicazioni riguardo la perdita dell’udito e il trattamento di questa per quanto possibile. Nello specifico, si invita il paziente all’uso di apparecchi acustici e gli si forniscono consigli comportamentali sotto forma di ”tattiche di udito”. Tali strategie non sono rivolte solo al paziente ma anche alle persone a lui vicine.
Sempre in questa fase vengono proposte al paziente strategie di arricchimento del suono ambientale per facilitare l’assuefazione all’ acufene. Tra queste strategie è possibile includere CD con musiche e suoni, ma soprattutto analisi delle fluttuazioni nel tinnito e i rischi associati al tentativo di mascherarlo.

Si insegnare al paziente a rilassarsi rapidamente e ad utilizzare l’auto-controllo sul corpo e sulle sensazioni mentali. Lo scopo non è quello di ridurre l’ acufene, bensì di controllare gli effetti di esso ottenendo uno stato di equilibrio psico-fisico. In associazione al training di rilassamento, vengono introdotte tecniche di immaginazione.
Nella ristrutturazione cognitiva di pensieri e credenze associati all’ acufene il paziente viene aiutato ad identificare il contenuto dei suoi pensieri e impara modalità per contrastare o controllare quei pensieri di solito descritti come poco utili o errati.
Nel contesto delle mutevoli convinzioni e pensieri, è importante lavorare verso l’accettazione dell’ acufene e promuovere l’idea che esso non merita tutta l’attenzione che riceve in quel momento da parte del paziente. Durante le fasi successive del trattamento può essere utile lavorare per reinterpretare l’ acufene come qualcosa di più piacevole.
  La paura e l’evitamento, spesso sperimentati da persone che presentato tinniti, possono portare ad una visione negativa degli acufeni come anche a forti reazioni emotive che in alcuni casi possono evolvere in veri e propri attacchi di panico. Oltre a consigli sull’arricchimento del suono, può essere importante affrontare le reazioni avverse al silenzio (quando questo rappresenta un problema). Inoltre, alcuni pazienti sviluppano paura verso i suoni quotidiani (iperacusia) e, in questi casi, è importante esporre gradualmente tali pazienti a suoni ambientali.
Un’altra componente del trattamento è mirata ai problemi di concentrazione, i quali sono spesso una fonte di grande angoscia per il malato di acufene.
Dato l’influenza che gli acufeni possono esercitare sul sonno, una parte integrate del trattamento include le regole di igiene del sonno, il rilassamento, la ristrutturazione cognitiva e regole sulla gestione del worry. Questi metodi possono essere personalizzati in base alle specifiche esigenze del paziente con acufene.

La prevenzione della ricaduta 

Infine, l’ultima parte dell’intervento è dedicata alla prevenzione della ricaduta (in termini di effetti intrusivi dei tinniti e recidive). Insieme al paziente vengono discussi i fattori di rischio per lo sviluppo di un acufene più grave e la possibile perdita dell’udito; inoltre viene elaborato un piano su cosa fare in caso di peggioramento dell’ acufene, che può includere il riutilizzo di tecniche di rilassamento o delle strategie di arricchimento sonoro. (Tratto da State of Mind: Sara Palmieri).