Ansia Fobie Terapia strategica

Il ricorso controproducente alla forza di volontà

Il ricorso controproducente alla forza di volontà è un’illusione che coinvolge tutti  coloro che hanno problemi a misurarsi con la forza di volontà.

La forza di volontà non aiuta in questi casi.

Perché?

Perché  per chi non riesce a fare qualcosa che ritiene normale il ricorso alla forza di volontà è come il coraggio come per Don Abbondio, non si può richiedere perché non arriva; “Uno non se lo può dare”.

E’ come dire “sii spontaneo” a qualcuno. E’ un paradosso.

Anzi.

Se non siete in grado di parlare in pubblico, se arrossite e tremate in pubblico, se avete paura di apparire noiosi agli altri, insignificanti davanti alle donne e per molti altri problemi, non vi rimane che intraprendere una strada completamente diversa, ma prima bisogna smettere di usare il vostro solito copione davanti a queste problematiche in quanto dimostratosi ampiamente inutile se non addirittura dannoso. 

Cos’è che il cosiddetto “fobico sociale” teme di più?

E’ che la sua tensione diventa manifesta e alla fine giunge a sopraffarlo davanti al pubblico. Il comportamento adottato per risolvere il problema è rivolto ad occultare e tenere sotto controllo la situazione: il soggetto cerca di farsi coraggio e di nascondere il tremore delle mani, di avere la voce ferma, di sembrare calmo, eccetera. Quanto più diventa teso, tanto più si sforza di farsi coraggio; e quanto più si sforza tanto più diventa teso. Sebbene “il peggio” non sia ancora accaduto “sa” che accadrà la prossima volta e può vedere con gli occhi della mente, in ogni minimo particolare, il disastro imminente.

Cosa bisogna fare invece di provare sempre e fallire ogni volta?

Si comincia col dichiarare la propria difficoltà, cioè di fare qualcosa di diverso dal solito, dei vecchi tentativi falliti.

Se la persona si rivolge ad uno psicologo esperto in Terapia Breve Strategica, gli dirà di esprimersi in questo modo: “ Sono una persona molto apprensiva ed ho qualche difficoltà a parlarvi serenamente. Perciò, se mi aiutate con un piccolo incoraggiamento ve ne sarò grato”.

La persona smetterà così di usare il comportamento perdente e dichiara d’ora in poi quello che realmente sono le sue paure.

Prescrivere tale comportamento significa rovesciare completamente la soluzione fino ad ora tentata; si fa pubblicizzare al soggetto il sintomo che cerca di nascondere. Ma poiché la soluzione tentata è il suo problema, il problema scompare quando il soggetto abbandona il comportamento che aveva scelto come soluzione – e con l’abbandono di tale comportamento scompare la premessa che vi era sottesa senza che sia stato necessario ricorrere ad inutili e lunghe psicoterapie. 

La soluzione prospettata non è così semplicistica come potreste immaginare da questa breve descrizione. L’intervento dello psicologo strategico è contrassegnata da aspetti comunicativi che sono oggetto di un altro articolo.

* Nell’approccio psicoterapeutico breve  di Giorgio Nardone la figura dello psicoterapeuta non è più la stessa. Si passa dall’idea di considerare il paziente un malato da curare a quella di considerarlo una persona a cui bisogna risolvere dei problemi di comportamento. Nell’approccio strategico  vale il principio “se vuoi vedere impara ad agire”

Vedi anche:

“Sii spontaneo ! ” 

Esperienza Emozionale Correttiva

Comunicare consapevolmente

Attaccamento e sicurezza in se

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dottmancino

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